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Devozionale di oggi 046

Il persecutore raggiunto

· Tema: relazioni

Ed essendo noi tutti caduti in terra, udii una voce che mi disse in lingua ebraica: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Ei t’è duro ricalcitrar contro gli stimoli.

Atti 26:14 (RIV)

Davanti al re Agrippa, Paolo racconta il momento in cui tutto cambiò: tutti caddero a terra, ed egli udì una voce in lingua ebraica — Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Il più grande persecutore della chiesa fu raggiunto in mezzo alla strada, mentre andava ad arrestare cristiani. Gesù non aspettò che Saulo migliorasse per chiamarlo; lo chiamò per nome nel colmo della sua violenza. La grazia arriva sempre prima del pentimento.

Questa storia cambia il modo in cui guardiamo le persone difficili. Quel collega ostile, quel familiare che deride la fede, quel vicino impossibile — chiunque di loro può essere un Saulo sulla via di Damasco. Nessuno è troppo lontano per la voce che abbatte e rialza allo stesso tempo. Paolo, che acconsentì alla morte di Stefano, divenne l’apostolo che scrisse sull’amore. Se Dio fece questo con lui, può farlo con chiunque.

Oggi, invece di arrenderti davanti a qualcuno di difficile, prega per lui come Anania pregò per Saulo: con timore, ma obbedendo. E se sei tu ad aver perseguitato Dio con l’indifferenza, ascolta la voce che chiama il tuo nome. Resistere agli stimoli porta solo dolore — arrendersi porta vita.

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