Devozionale di oggi 086
Chi son io?
Ma chi sarà da tanto da edificargli una casa, se i cieli e i cieli de’ cieli non lo posson contenere? E chi son io per edificargli una casa, se non sia tutt’al più per bruciarvi de’ profumi dinanzi a lui?
2 Cronache 2:6 (RIV)
Salomone, al culmine della gloria, pronto a costruire il tempio più magnifico della storia, fa una domanda sconcertante: chi sarà da tanto da edificargli una casa, se i cieli non lo possono contenere? E chi son io per edificargli una casa? Il re più savio e ricco si dichiara troppo piccolo per l’opera — e offre il tempio solo come luogo di sacrificio, non come casa all’altezza di Dio. Grandezza con umiltà: ecco la rara combinazione.
L’umiltà cresce insieme all’opera, non malgrado essa. Quanto più grande il progetto, tanto più chiaro chi è l’Autore: Salomone aveva oro, legno e artefici, ma sapeva che nulla di ciò conteneva Dio. Servire in cose grandi senza ritenersi grandi è la prova di ogni capo. Chi chiede “chi son io?” prima di cominciare finisce l’opera senza dover provare nulla; chi non lo chiede mai trasforma persino il ministero in monumento proprio.
Oggi, davanti alla tua “costruzione” — progetto, ministero, famiglia, impresa —, fa’ la domanda di Salomone: chi son io? E rispondi con lui: servo onorato con un’opera più grande di sé. Offri il tuo tempio come sacrificio, non come trofeo. Chi son io? Qualcuno di piccolo nelle mani di un Dio immenso.