Devozionale di oggi 085
Quando il fiume diventa sangue
E il pesce ch’era nel fiume morì; e il fiume fu ammorbato, sì che gli Egiziani non potevan bere l’acqua del fiume; e vi fu sangue per tutto il paese d’Egitto.
Esodo 7:21 (RIV)
La prima piaga cadde sull’orgoglio d’Egitto: il pesce morì, il fiume fu ammorbato sì che non si poteva bere, e vi fu sangue per tutto il paese. Il Nilo, adorato come dio, divenne vergogna nazionale. Dio non colpisce a caso: tocca esattamente dove l’oppressore confida. L’Egitto confidava nel fiume; il fiume divenne sangue. Il faraone confidava nel proprio cuore; il cuore si indurì fino alla rovina.
Il perdono impara a consegnare la giustizia a Dio. Quando subiamo oppressione — il capo ingiusto, il sistema corrotto, l’aggressore impunito —, la tentazione è fare giustizia con le nostre mani o marcire nel rancore. L’Esodo mostra la terza via: gridare al Signore e lasciare che Egli tocchi i “nili” intoccabili. Dio vede il sangue invisibile che nessuno registra, sente il male che il mondo normalizza e agisce al tempo giusto.
Oggi, consegna il tuo Egitto: quell’ingiustizia che non riesci a risolvere, quel faraone che non riesci a piegare. Perdona la persona, affida il caso al Giudice e prosegui libero. Quando il fiume diventa sangue, non è la fine — è Dio che comincia la liberazione. L’Egitto cade perché Israele cammini libero verso la promessa.