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Devozionale di oggi 082

La lingua indomabile

· Tema: umiltà

ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male senza posa, è piena di mortifero veleno.

Giacomo 3:8 (RIV)

Giacomo è diretto e senza anestesia: ma la lingua, nessun uomo la può domare; è un male senza posa, è piena di mortifero veleno. Aveva appena paragonato la lingua al timone di una nave e alla scintilla che incendia foreste. La diagnosi è universale: “nessuno” include pastori, madri, maestri e te. Tutti hanno già ferito con parole; tutti sono già stati feriti da esse. La lingua è l’unico animale che abita in casa e nessuno addomestica.

L’umiltà comincia ammettendo la sconfitta: da solo, non domino la mia lingua. Questa confessione apre due vie — quella dall’alto e quella dal fianco. Dall’alto, chiediamo allo Spirito il dominio di sé che la carne non produce; dal fianco, chiediamo perdono a chi abbiamo ferito con veleno verbale. Chi si umilia davanti a Dio trova grazia per tacere; chi si umilia davanti all’offeso trova guarigione per sanare. La lingua indomabile ha bisogno di ginocchia piegate.

Oggi, vigila la scintilla: prima di rispondere, respira e prega tre secondi. E ripara l’incendio di ieri — chiedi perdono a qualcuno che la tua lingua ha bruciato. Nessuno doma la lingua da solo, ma ogni umile può consegnarla a chi la doma. La preghiera di tre secondi vale più del discorso di tre ore.

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