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Devozionale di oggi 067

La saggezza che diffida di sé

· Tema: perdono

Non ti stimar savio da te stesso; temi l’Eterno e ritirati dal male;

Proverbi 3:7 (RIV)

Salomone dà un consiglio che sembra contraddittorio: non ti stimar savio da te stesso; temi l’Eterno e ritirati dal male. Come sarebbe? La vera saggezza comincia diffidando della propria saggezza. Chi si crede troppo savio smette di imparare, smette di ascoltare e — peggio — smette di chiedere perdono. Dopotutto, se ho sempre ragione, l’errore è sempre dell’altro. L’orgoglio intellettuale è la cassaforte dove il perdono va a morire.

Nota il legame che il proverbio fa: temere l’Eterno e ritirarsi dal male camminano insieme al non confidare nel proprio giudizio. Chi teme Dio sa di vedere poco — e perciò chiede consiglio, ammette sbagli e torna indietro senza vergogna. Il perdono fiorisce in questo terreno: è molto più facile dire “perdonami, ho sbagliato” quando abbiamo già ammesso, in partenza, di poter sbagliare. L’umiltà apre la porta che l’orgoglio chiude dall’interno.

Oggi, diffida di te stesso su un punto specifico: quella certezza assoluta su qualcuno, quella storia che racconti sempre allo stesso modo, quel risentimento dove sei giudice e parte. Chiedi a Dio se vedi tutto — e chiedi a qualcuno di fiducia se hai sbagliato. La saggezza che diffida di sé raramente deve difendersi; preferisce correggersi e chiedere perdono.

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