Salta al contenuto

Devozionale di oggi 044

La consolazione che non deride

· Tema: relazioni

Se un flagello, a un tratto, semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti.

Giobbe 9:23 (RIV)

Nel colmo del dolore, Giobbe lancia una frase sconvolgente: se un flagello semina la morte, egli ride dello sgomento degli innocenti. Sta sbagliando — e sa di poter sbagliare —, ma il dolore parla più forte della teologia. Quando tutto crolla, anche i giusti vedono Dio offuscato. Giobbe ci insegna che la gente ferita dice cose estreme, e questo non la squalifica; rivela soltanto la grandezza del danno.

Gli amici di Giobbe sbagliarono proprio lì: invece di piangere con lui, derisero la sua integrità con discorsi. “Devi aver peccato”, ripetevano, trasformando la consolazione in tribunale. Quante relazioni si spezzano così — non per la tragedia, ma per il commento dopo la tragedia. La persona in lutto non dimentica mai chi si presentò con il cibo e chi si presentò con la teoria.

Oggi, se qualcuno vicino a te dice frasi estreme a causa del dolore, non correggere la sua teologia prima di abbracciare la sua ferita. La consolazione che guarisce non deride mai, non ironizza mai, non dice mai “te l’avevo detto”. Resta soltanto, ascolta e prega in silenzio. Sii l’amico che Giobbe non ebbe — e che Dio è sempre. La presenza silenziosa dice ciò che mille discorsi non dicono: non sei solo in questo dolore.

Continua a leggere

Continua a leggere