Devozionale di oggi 301
Finché il tempio sta in piedi
Chiunque passerà vicino a questa casa, già così eccelsa, stupirà e dirà: Perché l’Eterno ha egli trattato in tal guisa questo paese e questa casa?
2 Cronache 7:21 (RIV)
Dio mostra a Salomone il futuro oscuro: il tempio eccelso sarebbe diventato stupore, e i passanti avrebbero domandato perché l'Eterno avesse trattato così il paese. La gloria diventa domanda quando l'alleanza è rotta. Pietre consacrate non trattengono una presenza abbandonata. Tempio senza obbedienza diventa museo del giudizio.
La gratitudine vera impara dai templi caduti: ringrazia mentre il tempio sta in piedi. Israele pianse la gloria dopo averla perduta; il saggio celebra la presenza prima di vederla partire. Ogni culto è un tempio in piedi; ogni preghiera esaudita è gloria presente. Gratitudine rinvia le rovine e prolunga le visite.
Lo stupore dei passanti insegna: nessuno interroga rovine senza storia. La caduta del tempio avrebbe predicato per secoli. Anche le nostre cadute predicano a chi passa. Quale storia racconteranno le nostre rovine? Meglio: quale gratitudine impedirà le nostre rovine? Cuori grati sostengono i tetti spirituali.
Oggi entra nel tempio con la gratitudine di chi conosce il prezzo dell'assenza. Ringrazia per il culto, per la Parola, per i fratelli, per la presenza. Non aspettare lo stupore per apprezzare. Il tempio oggi sta in piedi: celebra, servi, rimani e rendi grazie.
E ringrazia in piedi: templi celebrati restano, dimenticati cadono.