Devozionale di oggi 293
Coraggio per l'opera
E ora, fortìficati, Zorobabele! dice l’Eterno; fortìficati, Giosuè, figliuolo di Jehotsadak, sommo sacerdote! fortìficati, o popolo tutto del paese! dice l’Eterno; e mettetevi all’opra! poiché io sono con voi, dice l’Eterno degli eserciti,
Aggeo 2:4 (RIV)
Zorobabele, il sommo sacerdote Giosuè e tutto il popolo avevano fermato la ricostruzione del tempio. Opposizione da fuori, stanchezza da dentro e confronto con la gloria del tempio antico paralizzarono martelli. Sedici anni di opera ferma. Allora Aggeo portò la parola che mancava.
Tre volte lo stesso ordine: fortificati. Al capo civile, al sacerdote, al popolo del paese. Nessuno fu dispensato dal coraggio. Dio non aspettò che sentissero voglia; mandò a sentire coraggio e a tornare al lavoro. Obbedienza riprende con attrezzo in mano, non con emozione in petto.
Il fondamento della ripresa non era forza, era presenza: poiché io sono con voi, dice l'Eterno degli eserciti. Eserciti celesti sostengono mani stanche. Chi lavora accompagnato da Dio mai lavora solo, anche quando la squadra è piccola e le risorse sono poche.
Oggi nomina l'opera che fermasti: l'abitudine, il ministero, la riconciliazione, il progetto. Riprendi oggi con un solo mattone. Obbedienza rimandata per stanchezza diventa disobbedienza travestita da prudenza. Comincia piccolo, ma comincia oggi.
E lavora animato: presenze promesse sostengono opere ferme. Riprendi oggi la tua opera ferma. Martelli animati vincono intere opposizioni. Lavora con Dio presente sempre. Coraggio quotidiano alza templi eterni. Avanza.