Devozionale di oggi 194
Taglia alla radice
anzi uccidilo senz’altro; la tua mano sia la prima a levarsi su lui, per metterlo a morte; poi venga la ano di tutto il popolo;
Deuteronomio 13:9 (RIV)
Mosè ordina tolleranza zero con l'idolatria seduttrice: se qualcuno ti induce ad altri dèi, uccidilo senz'altro — la tua mano sia la prima a levarsi su lui. Durezza scioccante per orecchi moderni, ma il principio attraversa testamenti: idolatria uccide l'anima, e le anime valgono chirurgia radicale. Gesù direbbe dopo: se il tuo occhio ti fa inciampare, strappalo. Stessa logica, altro patto.
Superamento di idoli chiede taglio alla radice, non potatura di rami. Cercare di 'moderare' il peccato prediletto — un poco di pornografia, un sorso sociale, una bugiola utile — è annaffiare la radice aspettando che l'albero muoia. Non muore. Radici strappate non germogliano; rami potati rigermogliano. Sia la tua mano la prima: nessuno può tagliare per te ciò che solo tu alimenti.
Oggi strappa una radice: cancella l'app, blocca il contatto, confessa al pastore, spezza la carta. Taglia alla radice: dolore di un giorno, libertà di una vita.
Radici morte non legano più nessuno. Strappa oggi e cammina leggero. Taglia fondo oggi. Tolleranze piccole generano cattività grandi e durevoli. Taglia oggi senza anestesia e cammina libero per sempre.
E vigila ricrescite: radici testarde chiedono revisioni settimanali con la Parola.