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Devozionale di oggi 135

Non temere l'Assiria

· Tema: gratitudine

Così dunque dice il Signore, l’Eterno degli eserciti: O popolo mio, che abiti in Sion, non temere l’Assiro, benché ti batta di verga e alzi su te il bastone, come fece l’Egitto!

Isaia 10:24 (RIV)

Giuda tremava davanti all'Assiria — esercito brutale, assedio imminente, notizie terribili. E Dio manda a dire: o popolo mio che abiti in Sion, non temere l'Assiro. Nota il trattamento: 'popolo mio'. Prima dell'ordine, l'appartenenza. Dio non dice 'siate coraggiosi' nel vuoto; dice 'siete miei' — e da lì nasce il coraggio. Identità prima dell'ordine, sempre.

La gratitudine fiorisce dopo la liberazione, ma la fiducia fiorisce prima. Dio promette che la verga assira ha scadenza: Egli stesso la spezzerà al tempo giusto. Le nostre 'Assirie' hanno nomi attuali — crisi, malattia, minaccia, processo — e la stessa promessa vale: non temere, popolo mio. La paura guarda la verga; la fede guarda la mano che limita la verga. Le verghe hanno misura; Dio no.

Oggi nomina la tua Assiria e odi l'ordine: non temere. Ringrazia in anticipo per la liberazione che verrà — gratitudine profetica, che celebra prima di vedere. Non temere l'Assiria: la verga si spezza, il popolo resta, Dio regna. La paura fissa la verga; la fede guarda la mano che la limita. Cambia oggi il tuo telescopio: meno verga, più Dio. Le Assirie cadono, Sion resta per sempre.

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