Devozionale di oggi 013
Nemmeno i re credevano
Né i re della terra né alcun abitante del mondo avrebbero mai creduto che l’avversario, il nemico, sarebbe entrato nelle porte di Gerusalemme.
Lamentazioni 4:12 (RIV)
Geremia registra l'incredibile: i re della terra e i popoli del mondo non credevano che i nemici sarebbero entrati per Gerusalemme. La fede che impara dalle certezze crollate. Sion sembrava inespugnabile: tempio, mura, promesse. Tutti credevano nell'inviolabilità. Tutti sbagliavano. Le certezze umane crollano; solo Dio resta. Confidare nelle mura è idolatria di pietra.
Non credevano: incredulità collettiva di specialisti. Re, strateghi, popoli — consenso sbagliato. La fede non segue le maggioranze né le maestà. Le maggioranze sbagliano in coro. Geremia, minoranza di uno, indovinò da solo. Le voci profetiche valgono più dei sondaggi. Ascolta Dio sopra i consensi.
Che l'avversario sarebbe entrato nelle porte: porte violate, teologia corretta. Dio permise l'impensabile per insegnare l'essenziale: la presenza non si lega alle pietre. La fede matura trasferisce la fiducia dai templi al Signore dei templi. Perdere Gerusalemme fece male; guadagnare Dio compensò. Le rovine insegnano ciò che i palazzi nascondono.
Oggi rivedi le tue Gerusalemme inespugnabili: salute, conto, reputazione. E se crollassero? La fede preparata sopravvive alle porte sfondate. Confida nel Signore delle città, non nelle città. Le porte cadono; le promesse restano. La tua fede di oggi attraversa gli assedi di domani.
E credi oltre le porte: fedi provate sopravvivono alle rovine. Credi oltre le porte oggi. Fedi provate sopravvivono. Confida nel Signore.