Devozionale di oggi 005
Appello a Cesare
Io però non ho trovato che avesse fatto cosa alcuna degna di morte, ed essendosi egli stesso appellato all’imperatore, ho deliberato di mandarglielo.
Atti 25:25 (RIV)
Festo confessa: non ho trovato che avesse fatto cosa degna di morte; ma, essendosi appellato all'imperatore, ho deciso di mandarlo a Roma. La fede che usa i diritti con proposito. Paolo, cittadino romano, si appellò a Cesare e aprì la via al vangelo nella capitale. La cittadinanza terrena servì alla missione celeste. I diritti esercitati diventano strade.
Nulla di degno di morte: innocenza riconosciuta da un tribunale ostile. La fede integra mette in imbarazzo persino i Festi. Paolo viveva in modo irreprensibile in pubblico. La testimonianza pulita è un argomento che gli accusatori non confutano. Vivi in modo che le inchieste ti assolvano. La coscienza pulita usa i tribunali senza paura.
Essendosi egli stesso appellato: l'appello era strategia missionaria, non fuga. Paolo voleva Roma, e Dio voleva Paolo a Roma a predicare. La fede trasforma i processi in passaggi. Le catene divennero passaporto; il tribunale, pulpito. Dio scrive itinerari missionari con timbri ufficiali. Roma attendeva un prigioniero; avrebbe ricevuto un apostolo.
Oggi usa i tuoi diritti con proposito: documenti, leggi, ricorsi al servizio del Regno. E accetta i processi come passaggi: porte che si chiudono qui aprono Rome là. La fede cittadina del cielo usa la cittadinanza della terra. Il tuo appello di oggi può essere il tuo invio di domani.
E appellati con fede: i diritti usati aprono Rome. Appellati oggi.